Read Hanno ammazzato la Marinin by Nadia Morbelli Online

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La nuova voce del giallo italiano è donna. Non perderti l’indagine più appassionante e divertente dell’estate. È la vigilia di Pasqua e Genova è sommersa da una pioggia torrenziale. Cullata dalle suadenti note di una musica jazz, Nadia Morbelli, redattrice quarantenne magra come un’acciuga e dai capelli rosso fuoco, è immersa in un più che meritato bagno caldo, quando imprLa nuova voce del giallo italiano è donna. Non perderti l’indagine più appassionante e divertente dell’estate. È la vigilia di Pasqua e Genova è sommersa da una pioggia torrenziale. Cullata dalle sua­denti note di una musica jazz, Nadia Mor­bel­li, redattrice quarantenne magra come un’ac­ciuga e dai capelli rosso fuoco, è immersa in un più che meritato bagno caldo, quando improvvisamente nel palazzo salta la luce. Lì per lì non ci fa troppo caso. Tre giorni dopo, però, suona alla porta un agente di polizia per comunicarle che proprio quella sera, sul suo stesso pianerottolo, è stata ammazzata «la Marinin», la petulante vicina di casa. Una vecchiaccia davvero tremenda. Un ladro alle prime armi colto sul fatto? Può darsi. Ma al­lora perché non ha toccato l’argenteria e i soldi lasciati sul comò? La tentazione è troppo forte e Nadia si fa subito prendere dalla sin­drome di Maigret, spronata anche dalle in­triganti conversazioni col dottor Prini, vice­questore-letterato, ruvido d’aspetto ma di modi fin troppo gentili... Così, tra un salto alla bocciofila, quattro chiacchiere davanti a uno stoccafisso alla ligure, e i tête-à-tête con Prini che assumono sempre più l’aria di un flirt, Nadia comincia a individuare una pista davvero interessante. Una pista che af­fonda le radici in quelle terre e in un pezzo oscuro di storia d’Italia. Brillante, intelligente, comico, Hanno ammazzato la Marinin è un romanzo che, dietro l’appassionante intrigo giallo, mette magnificamente in scena i tic e i vizi della provincia italiana....

Title : Hanno ammazzato la Marinin
Author :
Rating :
ISBN : 9788809779174
Format Type : ebook
Number of Pages : 224 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Hanno ammazzato la Marinin Reviews

  • Theut
    2018-11-04 06:55

    Di come la ragazza genovese che cambia città rimanga incantata davanti a gialli/romanzi/saggi ambientati a Genova e di come tale persona venga delusa nelle sue aspettative...

  • Giuseppe
    2018-10-17 09:56

    Che cosa dire di questo romanzo? Sicuramente si tratta di un giallo molto molto leggero. Una storia non particolarmente elaborata che stenta a decollare per interesse suscitato. In questo libro c'è fin troppo "romanzo rosa" e poco giallo. Forse non mi ha appassionato proprio per questo motivo. Sono più i pettegolezzi scambiati tra la protagonista e le amiche che gli eventi su cui la storia è propriamente incentrata. L'unica nota positiva è data da alcuni vocaboli assai infrequenti che l'autrice ha inserito e che potrebbero spingere il lettore ad una ricerca più accurata degli stessi.

  • Ileen
    2018-11-10 08:13

    Davvero spassosissimo questo libro. Non conoscevo quest’autrice, ma la copertina mi aveva già fatto capolino più d una volta dentro le librerie… e ad un certo punto ho proprio ceduto. E come al solito ho trovato un piccolo gioiello. Nadia Morbelli scrive in modo sorprendente! Nel senso che scrive esattamente quello che scriverei io al suo posto: stesse freddure, stesse frasi, stessi neologismi sparati sul momento e stessi termini vetustissimi qua e là a dare un non so che di classico. Lei ha quasi 40 anni e io ne ho 31, non riesco proprio ad immaginarmi diversa da Nadia quando avrò la sua età! Sarò anche io così, insomma, non sarò cambiata di una virgola!! Nadia vive a Genova e lavora in una casa editrice (con somma disperazione di sua madre che non sa mai cosa dire alle persone quando le chiedono “Nadia che lavoro fa?”) diretta da Gian Paolo un tipetto tutto nervi a lamentele. Celibe, con un fidanzato in giro per il mondo, senza figli, è il ritratto – secondo sua madre – della ragazza che non è mai cresciuta, che non vuole responsabilità, che non ha ambizioni nella vita. Ma ovviamente il punto di vista di Nadia è completamente diverso… la sua vita scorre relativamente tranquilla tra le visite ai genitori al paesello e le uscite con Carla, la sua amica di sempre (che, a differenza sua, ha un lavoro bene chiaro: è una professoressa – di latino per giunta!). Ma un giorno come tanti, al rientro a Genova, sotto una pioggia incessante, Nadia si butta nella vasca da bagno incurante del campanello che suona… e un attimo dopo arriva il black out. Niente di anomalo, se non fosse che il giorno dopo Nadia scopre che la sua vicina di casa, Marinin, è stata uccisa. La Marinin (al secolo Assunta Maria Filomena Mammoliti vedova Merlo), ben lungi da essere un’amabile vecchietta, era il terrore del condominio, con i suoi modi sgarbati e con l’aria polemica pronta a diventare tempesta per qualsiasi cosa su cui posasse lo sguardo. Da quando era rimasta vedova viveva con la figlia Anna e il genero Giorgio, ma era chiaro come il sole che qualcosa non andava; le discussioni in famiglia erano sempre più frequenti e chiassose, cosa rilevante data le consuete buonissime maniere di Giorgio, ricco ed educatissimo. Ma chi poteva averla uccisa? Così, senza nemmeno fare rumore, senza che Nadia sentisse nulla dall’altra parte della parete. Possibile che quella donna così energica non si sia difesa, non abbia urlato? A qualche domanda trova risposta in Questura, dove il Dott. Prini l’ha convocata per la deposizione. Niente da dire un uomo interessante, uno della Celere, ma pazienza, nessuno è perfetto. Ma per qualche domanda che trova risposta, ne sorgono altre che spalancano scenari alquanto inquietanti. Comincia così l’ossessione di Nadia per questo crimine, che la porterà a fare l’investigatrice accanto (o quasi) a Prini. I due cominciano una fitta corrispondenza telefonica alla quale segue una fitta frequentazione nel “solito posto” davanti a cibi ipercalorici (Prini) e insalata (Nadia). Più il Vice Questore sorride della sua carriera da novella Miss Marple, più Nadia è convinta che lui, da buon celerino, si sia fatto abbindolare dall’apparente banalità del caso, senza approfondire altri elementi alquanto sospetti (come la morte dello Scianca, il marito della Marinin, giusto qualche mese prima). Così Nadia comincia a svolgere indagini per suo conto… sfruttano la rete di gossip che permea ogni paese degno di tale nome. Coinvolge Carla e altri amici, più o meno divertiti da questa Nadia in versione investigatrice. Il punto di forza di questo romanzo non è sicuramente il giallo in sé, ma tutto il fantastico contesto nel quale si muove Nadia: realtà di paese, fatta di luoghi comuni, soprannomi, atteggiamenti tipici, ruoli ben definiti, dove niente sfugge a nessuno, dove tutti sanno di tutti eppure nessuno è mai abbastanza informato; stupendo è anche il rapporto di Nadia con i suoi genitori e ancora di più il modo giocoso con cui viene descritto: un gap generazionale che divide e pone su due sponde opposte madre e figlia, differenti per linguaggio, apertura mentale, ma soprattutto diverse nel vedere priorità e bisogni. Diverse nel modo e nei criteri di giudizio, cambiasti negli anni, diverse nel vedere virtù o difetti, in una continua simpaticissima competizione. Un passo per volta Nadia cercherà di sbrogliare questo nodo e scoprire la verità sulla morte della Marinin… ce la farà ad arrivarci prima di Prini?La quarta di copertina annunciava già che la forza di questo libro fosse il suo linguaggio. E non si può dire che non sia così. Ho riso come una matta per tutto il tempo e ho trovato questo esordio della Morbelli eccezionale. Ovviamente mi sono già comprata il suo secondo romanzo, visto che l’autrice promette davvero bene! Ve lo consiglio, ve lo divorerete in pochissimo tempo e vi farete un mucchio di risate!

  • Drusie's Biblio
    2018-11-06 11:03

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/Voto: 7/10Eccoci giunti a Genova e, più spesso, nell'entroterra alle sue spalle.Nadia Morbelli in persona (autrice e protagonista) ci porta in questo piccolo angolo d'Italia improvvisandosi in veste di Miss Murple.In realtà il 'giallo' narrato in queste pagine è solo una scusa. Per fortuna sono una di quelle persone che nei libri legge tutto, non solo la storia, ma anche prefazioni, note, dediche e ringraziamenti, e in questo caso è stato importante, perché prima del racconto, c'è un appunto molto utile. Ve lo riporto:<Sul momento ho pensato: in pratica la più importante è l'unica inventata. Ero anche un pelo scettica e sarcastica (del tipo: meno male che nessuna Marinin è stata ammazzata per produrlo), lo ammetto.Invece quella nota è stata un'importante chiave di lettura, perché mi ha permesso di gustarmi i particolari, le battute, i siparietti vari e le sottostorie che costituiscono il vero centro del libro. Un piccolo spaccato di umanità, talvolta così grottesco e impossibile, da ricordare come la realtà sia perfettamente in grado di superare la fantasia.La vicenda principale è carina. Senza lode e senza infamia. Non un capolavoro di originalità e suspense, ma abbastanza curiosa da far proseguire fino in fondo. Si mantiene coerente, anche se spesso oscurata dal resto e forse le rivelazioni sono un po' troppo addensate sul finale.Ad eccezione della protagonista, che è anche autrice, gli altri personaggi sembrano più 'ruoli' che non vere e proprie figure ragionate e caratterizzate. Un difetto? Non per me. Sono tutti così e sono ben riconoscibili. Mi è sembrato solo un modo diverso di intendere i partecipanti alla storia.Quello che forse mi è piaciuto meno è il linguaggio colloquiale usato nelle parti narrate. Non è una cosa condannabile, ma io non gradisco, a meno che non si tratti di stile dialettale alla Malvaldi o Camilleri, ma in questo caso non mi è sembrato.Qualche altra pecca sui dialoghi; soprattutto in quelli più lunghi mancano le indicazioni di chi dice cosa e dopo un po' si perde la cognizione di chi sta parlando.Utile, invece, il mini glossario finale italiano - ... genovese? Ligure? Insomma, le parole più strane sono segnalate in corsivo e tradotte in fondo.Pollicino verso per un brutto refuso lasciato dalla Giunti: ogni fine capitolo comporta il resto della pagina bianca e il nuovo capitolo nella pagina successiva con il suo numerino in grassetto in alto. pagina 196: finisce una frase, ventidue, frase successiva.Bruttino sempre, ma da una grande CE è bruttino un po' di più.Comunque, pulci a parte, il libro è carino, divertente, scorrevole. Niente superfighi e supereroi, ma semplici persone che fanno il loro lavoro e vivono vite come le nostre.Ho già lì pronto il secondo, che credo leggerò prestissimo. l'autrice ha il pregio di rilassare senza essere noiosa.E poi mi ha fatto ricordare il vecchio "Via, via, la polizia" da me sfiorato nei primissimi anni di palazzetto. Un amarcord per cui non posso non adorarla.

  • Traci Andrighetti
    2018-11-10 04:56

    In Hanno ammazzato la Marinin, è la notte prima di Pasqua e Nadia è appena rientrata a Genova da un viaggio di lavoro e svago a Napoli. Mentre si rilassa nella vasca da bagno, salta la corrente a causa di un temporale violento, ma solo nel suo condominio. Tre giorni dopo, la polizia bussa alla porta di Nadia. Durante il blackout la fastidiosa vicina Assunta Mammoliti, conosciuta da tutti come “La Marinin”, è stata assassinata. Per l’ispettore Prini si tratta di un’indagine aperta e subito chiusa: è stata uccisa da un ladro colto sul fatto. Ma a Nadia invece rimangono parecchi dubbi, non solo riguardo l’omicidio, ma anche per quanto concerne il suo rapporto con Prini. Hanno ammazzato la Marinin ha le scarpe, l’intreccio amoroso, i bagni a lume di candela e gli aperitivi ricchi di gossip che ho imparato a pretendere da un chick lit che posa definirsi tale; così come contiene l’omicidio misterioso, essenziale al genere giallo. Ciò che ho veramente apprezzato di questo romanzo sono le ambientazioni indistinguibilmente italiane, il cibo, i rapporti familiari e il fatto che una colta donna postmoderna abbia sfidato la polizia alla risoluzione di un crimine. Sono rimasta delusa, però, dalla fine.

  • Sergio Frosini
    2018-11-16 05:59

    Tre stelle ma proprio perché oggi sono buono e voglio dare un'altra possibilità all'autrice (so che ha scritto un secondo romanzo, penso sequel di questo) anche perché lo stile è scorrevole, leggero senza troppe pretese ma piacevole.Ammetto che prima con Camilleri, poi con Malvaldi, poi altri sempre "di provincia", in questi romanzi dal sapore locale la trama gialla ha sempre più perso il primato rispetto ad altri fattori della narrazione.Ma qui dannazione si esagera un po' troppo, diventa francamente secondaria ed eccessivamente diluita nei quadretti familiari, gastronomici a chilometro sero di un'italietta (absit iniuria verbis, detto nel senso di Italia minore dei borghi e dei paesi, senza intento dispregiativo) che può anche piacere, figurarsi a me che da genovese conosco i luoghi, però uff…

  • Aleksandra
    2018-11-07 04:04

    Un libro leggero che si legge in un baleno. La storia e' avvincente e divertente, ma e' sopratutto la protagonista a convincermi di piu': una donna sui quaranta, un po' matta, simpatica, intelligente - non un'altra versione di Bridget Jones che ti fa digriniare i denti e t'infuria per le stupidaggini fatte - una donna abbastanza normale, che parla e pensa in modo naturale, che fa si' che crediamo nella storia nonostante tutte le improbabilita'.

  • Robiok
    2018-11-09 04:04

    La scrittura troppo dialogica all'inizio magari ha reso la lettura rapida e scorrevole ma dopo un paio di capitoli ha semplicemente iniziato a 'mozzare' la storia, rendendo la prosa frammentaria e singhiozzante.La protagonista non è nemmeno lontanamente divertente quanto lei stessa -e l'autore- vorrebbero credere.Una bella copertina almeno.

  • Rowizyx
    2018-11-09 05:15

    Scialbo, che delusione. Ci si perde in ceti, su ceti, su ceti, e non si entra mai nel vivo di nulla. Inoltre mi chiedo che cosa abbia apprezzato di Genova e della provincia intorno chi a differenza di me non ci abita. Penso che la zona sia stupenda, forse parlando per affetto, però non emerge dalla narrazione. Peccato.

  • Nico
    2018-10-30 04:10

    Ho trovato questo libro molto carino, frizzante, scorrevole. In particolare ho apprezzato gli spunti e le sottostorie che la Morbelli ha voluto citare nel libro e i rimandi a Genova e alla cultura del posto. Continuerò sicuramente a leggere i suoi libri.

  • GONZA
    2018-11-03 04:58

    Ma che carina questa storia, che di giallo ha poco poco ma si fa leggere velocemente e soprattutto per 5 euro mi sono comprata anche il secondo libro della stessa serie. Mi piacciono i romanzi ambientati a Genova ed é una cittá che mi ripropongo sempre di visitare meglio prima o poi!

  • Mary Adorno
    2018-11-10 06:56

    Qui trovate la mia recensionehttp://www.wuz.it/recensione-libro/71...

  • Martina Nordio
    2018-10-29 11:52

    Mal scritto, banale, irreale e per nulla avvincente.