Read Poem Strip by Dino Buzzati Marina Harss Online

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A New York Review Books Original There’s a certain street—via Saterna—in the middle of Milan that just doesn’t show up on maps of the city. Orfi, a wildly successful young singer, lives there, and it’s there that one night he sees his gorgeous girlfriend Eura disappear, “like a spirit,” through a little door in the high wall that surrounds a mysterious mansion across the wA New York Review Books Original There’s a certain street—via Saterna—in the middle of Milan that just doesn’t show up on maps of the city. Orfi, a wildly successful young singer, lives there, and it’s there that one night he sees his gorgeous girlfriend Eura disappear, “like a spirit,” through a little door in the high wall that surrounds a mysterious mansion across the way. Where has Eura gone? Orfi will have to venture with his guitar across the borders of life and death to find out.Featuring the Ashen Princess, the Line Inspector, trainloads of Devils, Trudy, Valentina, and the Talking Jacket, Poem Strip—a pathbreaking graphic novel from the 1960s—is a dark and alluring investigation into mysteries of love, lust, sex, and death by Dino Buzzati, a master of the Italian avant-garde....

Title : Poem Strip
Author :
Rating :
ISBN : 9781590173237
Format Type : Paperback
Number of Pages : 218 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Poem Strip Reviews

  • Siti
    2019-04-21 16:29

    Il segreto di via Saterna - Spiegazione dell’aldilà - Le canzoni di Orfi - Eura ritrovata . Sono le quattro parti che compongono la trama di una narrazione atipica, didascalica come quella del fumetto, per sua natura semplice ed esplicativa, e di una manifestazione poetica e dunque estremamente sintetica ma complessa e articolata. Si tratta di una serie di tavole che accompagnano e condensano, richiamando il mito di Orfeo e di Euridice, un universo poetico, quello buzzatiano, originale, articolato, immaginifico, surreale. Per immagini.Atmosfere cupe, distorsioni della realtà, aberrazioni, misteri,sovrapposizioni, replicanti, linee curve, fitte rette, sederi abnormi, seni nudi e provocanti, dettagli, visioni d’insieme, verde, arancio, mattone, giallo, giallo ancora, arancione, rosa, bianco e nero.Scale, girotondi, affollamenti, una giacca surreale, geometrie, prospettive. Un calligramma. Il babau. Le montagne, le notti, Milano. Gli incubi. La realtà e la fantasia.Interni borghesi, erotismo trasudante. Scorci cittadini, ingranaggi.Puntinismo.Per concetti.Si muore. Punto. Per chi ama Buzzati

  • Roberto
    2019-04-22 13:09

    Così felici di essere immortali che... sbadiglianoMentre visito la mostra "Boom 60! Era arte moderna", rimango colpito da alcuni giornali esposti dove si cita Buzzati e, specificamente, le sue immagini del "Poema a fumetti". Ahimè, rapida è l'azione: cellulare, amazon, ricerca, carrello, acquisto compulsivo, consegna. Lettura. Beata tecnologia, dico, considerata a posteriori l'esperienza! Dino Buzzati scrive questo "Poema a fumetti" nel 1969, a 63 anni. La gestazione è abbastanza lunga, visto che si tratta di una operazione nuova, una prova, in cui lo stesso Buzzati crede molto.Non è un romanzo, non è un poema, non è un fumetto. E' un insieme di disegni, tratti spesso da immagini fotografiche, e testo esplicativo. Non semplice intrattenimento, ma un mezzo espressivo nuovo in grado di narrare qualcosa di profondo in un modo diverso e, forse, più efficace. Tante le citazioni, tanti gli omaggi, quali ad esempio Dalì, Wahrol, Bush, Fellini e altri. Niente nuvolette di testo, niente vignette, ma illustrazioni a piena pagina e didascalie a grandi caratteri.Buzzati con questo libro "sdogana" in qualche modo il fumetto, che passa da lettura per ragazzi al genere della graphic novel degli anni successivi. Quindi non storia per immagini come riassunto sintetico per lettori pigri, ma felice integrazione tra testo e immagine. L'immagine è usata come completamento della scrittura, più o meno quello che fanno le rime con la poesia. Il libro è una rivisitazione del mito di Orfeo e Euridice; Orfi, cantautore che vive a Milano, va a cercare nel regno dei morti la sua Eura, morta. Se questa Eura sia reale oppure solo un oggetto del desiderio non è dato sapere. Ma durante questa discesa, molto dantesca, scopre e sviscera tutte quelle cose che sono tipiche del mondo di Buzzati: il rapporto dell'uomo con la morte, l'amore, la passione, i sensi di colpa, il disagio della vita cittadina. La sessualità, vista come tentazione che cerca di distogliere l'uomo dai suoi ideali e dall'amore. E il destino, che non si vede ma che tutto decide.La visione dell'aldilà è diversa da quanto si immaginano i viventi. E' un luogo di attesa e rimpianto dove tutto è già stabilito e quindi senza emozioni; non c'è quello che tiene viva la vita, ossia la paura della morte. Solo nel panico davanti all'ignoto si trova lo slancio per fare, per mettersi in gioco, per migliorare. Nell'aldilà descritto da Buzzati c'è voglia di vita, di bellezza, di desiderio, di amore. Un aldilà noioso, che forse fa da giusto seguito alla filosofia espressa nei romanzi precedenti, Il deserto dei Tartari e Un amore, che spingono a vivere una vita piena, senza attendersi troppo da ciò che viene dopo. Poema a fumetti, opera decisamente matura, fu definito dallo stesso autore come uno dei libri più rappresentativi e importanti della sua vita. Che dire? Poetico, suggestivo, interessante, emozionante.Leggere Buzzati è sempre affascinante.

  • arcobaleno
    2019-04-29 09:23

    Ma le stelle le avete? ...e il vento? la tempesta? e la notte?... e l'amore?Strana questa opera, ad una prima impressione: un (non) poema che è anche fumetto e un (non) fumetto che è quasi poema…Non è poema: i suoi non sono versi veri e propri, eppure vi si avverte spesso una poesia di sentimenti; non ha il grande respiro, ma accenni di sospiri in poche parole.Non è un fumetto vero e proprio: il ‘linguaggio’ non ne ha tutte le caratteristiche, eppure le immagini sanno esprimersi con sorprendente efficacia e sono piccole perle.Buzzati utilizza insieme queste due forme di Arte per rappresentare un sogno e riscrivere con cuore moderno la storia di Orfeo ed Euridice: in realtà la sua storia, il suo pensiero; il suo viaggio tra la vita e la morte, tra le angosce terrene nell’ imbuto del tempo e la vuota tranquillità senza tempo (v. nota pag.80). E’ una canzone di ricordi, di nostalgie; di passioni, di desideri; di ansie e di speranze; di solitudini. Ma è un condensato di Amore (perché sarebbe zero/se mancasse nel fondo quel pensiero/che un giorno tutto finirà).Strani a volte i suoi disegni, ritenuti erotici e causa di numerose critiche negli anni Sessanta; eppure da considerare semplicemente veritieri e… onirici. Strano questo libro, anche al primo contatto: stesse dimensioni e stessa edizione di un Deserto dei Tartari, eppure con peso doppio, che stupisce… Poi si scopre, nelle pagine introduttive di Lorenzo Viganò, che lo stesso Buzzati aveva preteso, fin dalla prima pubblicazione Mondadori, una carta speciale non … più bella ma più liscia, adatta alle sue tavole a colori.In ogni modo, le strane sensazioni scompaiono nella lettura consapevole; e con la rilettura non si può che applaudire all’immediatezza delle atmosfere e dei messaggi, sintesi di parole e immagini.

  • lorinbocol
    2019-05-15 15:11

    che ne è stato di te buzz ati?johan harstad e iperborea mi abbuonino il furto, ma è per dire che di buzzati si è davvero perso lo stampo. si definiva un artista visivo prestato alla scrittura, io ci vedo prima ancora un montanaro prestato alla città, al giornalismo e alle arti. per il misto di concretezza e visionarietà, per la lucidità e con cui passava dallo scrivere di cronaca al dar forma alle leggende. e agli incubi, pure.sei o sette anni fa, milano dedicò una mostra alle sue storie visive. frontman dell'esposizione ovviamente il poema a fumetti, con le tavole originali accostate alle foto dei luoghi milanesi che avevano ispirato i disegni. il risultato era potentissimo. ricordo che uscii dalla rotonda della besana incantata, assuefatta, turbata. e certissima che un giro per la città, di notte, da sola con buzzati non l'avrei fatto ma neanche...

  • Laura لاورا
    2019-04-30 13:10

    La cara morteDel tutto nuovo, per me, questo Buzzati disegnatore! Dalla narrativa alla poesia, dal teatro al giornalismo, senza tralasciare musica e pittura, Dino Buzzati fu un autore tanto fecondo quanto poliedrico, propenso a sperimentare nuove strade e ad appassionarsi, come nel caso del fumetto, a ciò che ai più poteva apparire privo d’interesse letterario. Non a caso, come si scopre leggendo l’interessantissima introduzione al volume, l’autore di “Un amore” e “Il deserto dei Tartari” era un gran lettore di “comics”, si direbbe oggi: Diabolik, Paperino e Paperon de’ Paperoni lo affascinavano al pari dei personaggi dei capolavori della letteratura mondiale!Pubblicato nel 1969 tra disorientamento, scandalo e imbarazzo (il più imbarazzato di tutti, al momento di recensirlo, sembrava essere Indro Montanelli), “Poema a fumetti” fu comunque un successo, dal momento che le prime edizioni andarono letteralmente a ruba. L’opera occupa un posto particolare nella produzione buzzatiana risultando, oltretutto, di difficile identificazione: raccolta di disegni o romanzo/racconto illustrato? Fumetto o libro d’arte? Niente di tutto questo. Semmai, come viene ben argomentato nella già citata introduzione, “Poema a fumetti”, con notevole anticipo sui tempi, è un libro che apre la strada alla Graphic Novel dai temi impegnati che tanta fortuna ha avuto da un certo momento in poi. A Buzzati va il merito di aver conferito dignità a un genere – quello delle nuvole parlanti, appunto – fino ad allora ritenuto privo di valore letterario; non per niente, da Casa Bonelli, tempio del fumetto popolare nostrano, gli giunse un sentito e riconoscente plauso.È il mito classico di Orfeo e della sua discesa agli Inferi quello raccontato nelle oltre duecento tavole a colori che compongono l’opera, riproposto però in chiave moderna e originale. Orfi è infatti il nome del protagonista, Eura quello della ragazza amata da riportare nel mondo dei vivi; l’inferno è la stessa città di Milano perché, come qualcuno laggiù fa notare, si finisce per appartenere al proprio luogo anche da morti.“Sai dove ti trovi? […] Perché non ti affacci alla finestra?”“Ma siamo sempre a Milano. Non vedo nessuna differenza.”“Per te, Orfi, è Milano, Milano essendo la tua vita, per un altro è Zagabria, Karlsruhe, Paranà.”Insomma, un aldilà metropolitano e spersonalizzante, dove la vita continua libera (finalmente?) dal giogo dei sentimenti, dal tempo, dal dolore, dalla speranza (“il più malvagio dei supplizi”) e, soprattutto, dalla morte stessa; quest’ultima, ormai niente più che pensiero eterno e caro, diviene addirittura oggetto di rimpianto poiché, incredibilmente, si scopre che è ciò che dà senso all’esistenza (ecco perché, all’inizio, l’autore aveva scelto il titolo “La cara morte”). E in un siffatto mondo delle anime, al posto di cerberi e caronti, troviamo diavoli custodi inconsistenti che indossano giacche e avvenenti ragazze tutt’altro che spirituali. Ecco un altro punto: la carnalità e l’erotismo sono espliciti e prorompenti tra queste pagine, troppo per l’epoca in cui il libro fu dato alle stampe. Fumetti bondage, illustrazioni e foto osé sono state fonte di ispirazione e rielaborazione, ma le citazioni e i richiami artistici in generale sono innumerevoli e vanno da Caspar David Friedrich alla Pop Art, giusto per dare un’idea della ricchezza, e complessità, di un’opera come questa.La rivisitazione del mito, lo stile poetico della scrittura che via via si fonde e diventa una cosa sola con le immagini e lo struggente rimpianto che tutto questo pervade rendono “Poema a fumetti” un capolavoro da leggere e rileggere. Un inno, più che alla morte, alla vita stessa.

  • Rosanna
    2019-04-22 09:16

    "...o te lo immaginavi come diceva Dante?"E così, proprio a Dino Buzzati è toccato stupirmi e sorprendermi!Lui...a me, con tutte le volte che ho tentato di leggere 'Il deserto dei Tartari', fallite sempre.Confesso che dopo le prime pagine di questo Poema mi sono chiesta se l'ignoranza non m'avesse tirato un brutto scherzo , confondendo Buzzati e affini, invece è proprio lui l'autore: di questa graphic novel (la prima, datata 1969), delle tavole, dei testi, dell'idea stessa.Bella sorpresa e ora sono proprio curiosa: dove avrò nascosto quel libro per non vedermelo più tra gli scaffali dopo lo scotto?!

  • Rebecca McNutt
    2019-04-26 12:27

    This book was very weird, but definitely an artifact from the 1960's. Its Italian setting made it all the more interesting.

  • Theut
    2019-05-02 14:34

    Semplicemente meraviglioso: i temi di Buzzati, i suoi disegni, un uomo di quasi sessant'anni (all'epoca) che inventa un nuovo genere, di una modernità estrema eppure intessuto di rimandi colti (di una cultura sia elevata sia "bassa") e legato alle mode degli anni '60, che trascende. Un gioiello. Anche questo candidato al mio personalissimo premio "miglior libro dell'anno".

  • Penelope
    2019-05-03 13:35

    Ehhh I didn't care for this much. At some points it was poetic and some of the illustrations were really gorgeous. At other times I felt like I was just reading a badly written mythological adaptation, the purpose of which seemed to be the objectification of women and the dehumanization of female sexuality. Ew. Maybe I was reading into it too much. But am I the only one who noticed that when the jacket was naming off women to Orfi, that the black woman was not given a name (pg 95)? All the others, although presented simply as sexual objects, were at least given the privilege of a name. The black woman is simply referred to as "a black girl" (not even "woman"). The highly sexualized images (to what purpose?) already had me skeptical. But after the nameless black woman panel, there was a bitter taste in my mouth that I just couldn't get rid of while reading the rest of the book.The women here are presented as insatiable, one-dimensional, sexual objects who lust after the cool, level-headed Orfi. He wards off all their advances and continues to pursue Eura, a character as one-dimensional as all the other female characters. Throughout the book, male figures are shown clothed while every single female character is completely naked or only partially dressed.I'm really not sure if this is supposed to be some kind of self-conscious parody of representations of female sexuality, or if it was trying to recreate and parody the stereotypical vixens in horror comics (as there are certainly elements of horror throughout the tale). Either way, I was disappointed by the depiction of women in this book. Female sexuality and sensuality can be portrayed explicitly without being disrespectful or dehumanizing. This book just wasn't able to do that, at all.

  • Eddie Watkins
    2019-05-09 11:17

    Modern urban metaphysical mystery (with erotical gothic horror touches) grooving on an Orpheus & Eurydice in 1960's Milan that's a breezy though serious exploration of death's endless boredom and the give and take of meaning between it and anguished life and its exquisite suffering, and of sex and the gorgeous dangers it poses, and of love and its power to save banality by impregnating it with labyrinthine mystery. Beauty survives but the sadness remains.

  • Adrianne Mathiowetz
    2019-04-30 13:20

    This is one of the most beautiful books I've read in a long time. I put it down, only to pick it back up again and reread some of these pages. I want them enlarged and framed, hung on the walls I pass by most often. I want them tattooed backwards on my forehead. I want to think about them every single freaking day. For serious.More later.

  • Adriana Scarpin
    2019-05-16 11:17

    Poesia, quadrinhos, artes plásticas, cinema, narrativa, música, este livro do Buzzati é uma ode às mais variadas artes.

  • Mickdemaria
    2019-04-27 10:08

    Buzzati il visionario ci regala questa perla che anticipa la nascita della graphic novel. Ispirato al mito di Orfeo e Euridice la discesa negli inferi di Orfi ci svela un mondo di rimpianti, una vita eterna in cui la grande assente è appunto la "cara morte", sale della vita, sotto un cielo di stelle immobili, si muovono gli eserciti dei trapassati infestati da sbadigli.Buzzati racconta la sua storia saccheggiando da tutto ciò che gli capita sotto mano, un furto artistico, un omaggio ad amici e grandi del presente o del passato, il tutto rimasticato dalla penna e dal pennello del grande autore italiano. Da Escher a de Chirico, da Munch ad Andy Warhol, da Fellini a Sem Benelli.... Erotismo mistero e poesia in un formato originale e sorprendente.Voto: 8

  • No Books
    2019-04-25 16:27

    Hugo Pratt, Una ballata del mare salato (1967) Dino Buzzati, Poema a fumetti (1969) Una cosa è certa: la graphic novel è un'invenzione italiana. Quest'opera, in particolare, ha tutte le carte in regola per rientrare nella categoria: concept, unità della visione, maturità. Buzzati, che ha 63 anni quando pubblica il Poema, si era già cimentato con la narrativa illustrata: ad es. in La famosa invasione degli orsi in Sicilia, che però nelle sue bibliografie viene definito 'libro per ragazzi illustrato'. Poema a fumetti è invece un'opera pienamente adulta, di grande profondità, dotata di molti livelli di lettura. Come notò Carlo della Corte nel Gazzettino del 16 novembre 1969, e come del resto lo stesso Buzzati specifica nei ringraziamenti, le sue tavole sono intessute di riferimenti colti, da Salvador Dalí a Caspar David Friedrich fino a Fellini e a molti altri che io non so cogliere. E ai riferimenti visuali si aggiungono quelli letterari, dato che l'opera è una rivisitazione del mito di Orfeo ed Euridice. Più che moderna (Orfi, ultimo rampollo di una nobile famiglia milanese, è un cantautore idolatrato dai giovani, ed Eura è la sua ragazza) si tratta in effetti di una rilettura personale: nel corso del suo viaggio nell'oltretomba, il protagonista scopre che i morti conducono un'esistenza per molti versi simile a quella dei vivi. Il loro rimpianto non è dunque rivolto verso ciò che ancora hanno, ma verso quanto di più prezioso hanno perso, "la cara infelicità": "oh la perduta angoscia, gli incubi, l'angustia, i dolori sociali perduti" (98). Ciò che è loro negato ora e per sempre è "la libertà di morire" (96). Un inferno borghese? La domanda mi sorge spontanea scoprendo che i defunti "camminano, parlano, fumano, ridono. Vivono, quasi" (92); che l'oltretomba è un luogo di "ottusità indistruttibile, uniformità, prevedibilità, noia" (104) dove "nessuno ha fame, nessuno ha bisogno, tutti uguali, parlano uguale, mangiano uguale, si divertono uguale. Sono felici! Sbadigliano" (108). E che dire del fatto che "il nuovo capo è tipo elettronico robot manageriale dirigenziale executive" (e questo per bocca di un diavolo custode che poco prima si è definito "piuttosto corrotto e krusceviano", 123). Viene da chiedersi quanto abbia influenzato sulla concezione dell'opera la formazione dell'autore, nato da famiglia alto-borghese nel bellunese e trasferito a Milano ancora in età scolare. Nel mito di riferimento è già implicito il tema di eros e thanatos, che ritorna costantemente in queste pagine. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le lettrici, come interpretano il punto di vista prettamente maschile di un'opera i cui autore e protagonista sono entrambi uomini e in cui le donne sono tentatrici fin da principio, fin dalla canzone con cui ci viene presentato il songwriting di Orfi - e che non a caso s'intitola Le streghe della città. I sospetti di oscenità dei disegni, confutati già all'epoca anche da Indro Montanelli, oggi farebbero sorridere; al limite potrebbe far storcere il naso l'uso del termine 'negretta' riferito ad una piacente ragazza di colore. Il tratto è compiutamente maturo, personale. Uno stile poetico e onirico, le cui atmosfere al contempo urbane e rarefatte mi hanno ricordato Guido Crepax (sarà il comune humus della borghesia milanese). E assolutamente personale, prosaico, struggente, è il modo (che non svelo) in cui Buzzati affronta il finale. In fin dei conti l'unico limite all'uso dell'etichetta 'graphic novel' per questo libro sta proprio nel fatto che non si tratta di un romanzo ma appunto di un poema. La graphic novel è un genere ormai affermato in tutto il mondo; dovremmo ricordarci più spesso che tra i suoi geniali pionieri c'era un bellunese.

  • verbava
    2019-04-24 15:11

    у потойбіччі, яке вигадав буццаті, дуже багато голих жінок і всім пекельно нудно. іноді аж здається, що ці факти пов'язані.«поема в коміксах» – це такий переспів історії про орфея й еврідіку, де орфі – популярний міланський музикант, а евра гола (ну добре, не весь час; через ворота смерті вона проходить ще вдягнута, але, вочевидь, по дорозі її вбрання розпадається на молекули абощо). зрозуміло, що після данте потойбіччям ніхто без гіда не ходить, тому орфі заручається супроводом демона-охоронця в образі порожнього піджака. як і в міфі, музикантові доводиться співати мертвим, щоб здобути шанс на порятунок еври. як і в міфі, все закінчується трохи не так, як він хотів.буццаті міг би просто сказати, що орфі розчулив мертвих співом, і погнати сюжет уперед; це такий шлях найменшого опору – констатувати крутість героя, не вникаючи в деталі. проте добру третину книжки займають пісні орфі – історії, від яких у мешканцях потойбіччя пробуджується вогонь, туга за світом, а не тільки за можливістю вмерти. і «поема в коміксах» стає не тільки інтерпретацією міфу про посмертя, а й гімном життю, страшному, населеному маньяками й бабаями і все одно жахливо спокусливому.але серйозно. що за штука з голими жінками?

  • Jeff Jackson
    2019-05-18 09:11

    Poetic and pervy pop art spin on the Orpheus myth. A graphic novel before that was a thing.

  • Biagio Castaldo
    2019-04-22 14:31

    Meraviglia delle meraviglie. Buzzati, intellettuale aperto ad ogni forma di espressione artistica, non snobba il fumetto e chiude gli anni '60 con il primo graphic novel della storia della letteratura italiana. Qualcosa che oggi difficilmente si trova in giro, un poema onirico e visionario, a tinte un po' decadenti, con colori agée, ma non per questo povere di pathos, anzi! Rivisitazione a strisce del mito di Orfeo, una catabasi negli inferi che non può che ricordare la maniera dantesca, ma che interviene anche su più piani sensoriali: un poema audiovisivo, una magnifica scoperta letteraria.

  • Laura Jelenkovich
    2019-04-22 12:12

    "Ti ricordi la sera che i due si baciavano e tu,solo? Chopin discese dalle mansarde di Dio, ti colpì per sempre alla nuca facendoti grande e infelice." Poema a fumetti è un vero capolavoro, i disegni richiamano il surrealismo di Dali e le grandi prospettive di De Chirico. Il testo è in parte in rima, con punte di genialità come quando mette solo le abbreviazioni e la nostra mente non legge avv, ma avvocato, che fa rima con impiccato. Il tema della morte è tra i più cari a Buzzati, così come l'attesa anche se qui sono i morti ad attendere, attendere all'infinito di provare la paura, motore instancabile delle azioni umane. Ma Orfi, moderno Orfeo armato di chitarra e cantautorato, non riuscirà a salvare Eura, disillusa Euridice, dall'obbligo senza tempo. La leggenda inganna, anche se non ci si volta indietro

  • Trin
    2019-05-18 13:08

    Very ’60s, very Italian retelling of the myth of Orpheus and Eurydice. Very ’60s. If Pride and Prejudice and Zombies had come out 40-50 years ago, I could easily see someone in a marketing department somewhere deciding to call this work Orpheus and Eurydice and Boobs in an attempt to stay on trend.It’s kind of fun, though, and it’s a neat example of a graphic novel before there were “graphic novels.” For example, there are large blocks of text, and there are pictures (mostly of boobs), but the two don’t really interact the way they might in a modern example of the genre. I didn’t love this, but it’s an interesting historical artifact and useful if you need more Fellini-ish fun (or boobs) in your life.

  • P.
    2019-04-28 08:12

    I just just read this at lunch. So. Good. Poem-y and story-y and tangible and abstract and funny and delicate and old and new all at once.In Milan there is a house behind a big guarded wall on the Via Saturna. Orfi, the son of an old but no longer rich family, sees his girlfriend, Eura, enter a small door in the wall one night. She's dead. He has to get her back. Familiar? You won't find a stale part of this pastel hell.I was going to quote some but it's not the same w/o the illustrations.

  • Julia
    2019-04-21 12:15

    I adore Dino Buzzati. While nothing will ever top Il deserto dei Tartari, Poema a Fumetti is certainly a breathtaking little book. Some of Buzzati's illustrations rival anything produced by Chirico/Delvaux.

  • Raul Pegan
    2019-04-27 09:20

    Art

  • Alex V.
    2019-05-12 14:09

    There are many that might say a Cinemax-porn, rock star laden, Italian, book-length, psychedelic comic book from 1969 is not their thing. Or they might think it is their thing and then they see it's a thin reselling of the Orpheus and Eurydice myth, the one where the egocentric singer gets to visit the land of the dead to retrieve his lover and they botch the escape from hell at the gate to the living world, and that kills it for them. You might offer that it's a European pop star, but no one likes European pop stars. You could try telling them it's like an abstract foreign film, but mot people don't like those either. You could say, "Say 'Dino Buzzati' and tell me you don't want to read something by a guy named Dino Buzzati!" But they've probably walked away by now and you're left holding this curious tome with no one to offer it to. Like Orpheus, your brief sojourn in POEM STRIP's shadow/dream hell was all for naught. Nobody wants to hear about it. Nobody wants to visit hell. Unless they do, then you can say "I have a book for you!"

  • Ademption
    2019-04-29 09:29

    First off, the text isn't important. Orfi is a rockstar who goes to the underworld for his love, Eura. The plot clearly isn't important either; it's an acid and titties retelling of the Orpheus & Eurydice myth. Some (ok, most) of Orfi's songs are embarrassingly bad; however, each page looks like a 60s poster, lovingly created while blissed out on LSD. For no reason, Hades is a talking jacket. What Buzzati covers well is the exquisite pain of being alive, having to prosaically overcome ceaseless, petty obstacles that almost ruin your shit, juxaposed with the boredom of a static, death-filled eternity. Who's better off? Those in love, or at least boning away like rabbits; living, dead, or dying. Fellini-esque nudes try to sway the rocker away from his pursuit in all sorts of gimmicky framing shots: four pane time-lapse portraits, omniscient Wilhelm screams, and split panels. Poem Strip is a beautiful way to spend half an hour.

  • Francisco H. González
    2019-05-07 16:19

    Sorprendente esta faceta de Buzzati como dibujante. Sus dibujos son tormentosos, agobiantes, y crean una atmósfera opresiva, asfixiante, delirante, deprimente, onírica, que acrecientan el músculo de la narración que son poemas, canciones, en las que Buzzatti empleando el mito de Orfeo y Eurídice, cambia al lirista por un cantautor milanés, guitarra en ristre, y va al Hades a recuperar a su amor. Vuelve sin ella. El autor reflexiona sobre la inmortalidad, con unas figuras clónicas, alargadas, deformadas, impersonales que pueden o bien lastrarnos y deprimirnos del todo, o bien actuar como acicate vital y exprimir el tiempo -ahí actúa como aliciente el reclamo sexual, en dibujos carnales y muy voluptuosos- que nos queda intensamente.

  • Ouden
    2019-04-29 12:30

    Ho acquistato questo "libro" pieno di aspettative, ma mi sono ritrovato in mano qualcosa che le superava tutte. Non saprei dire cosa sia esattamente poema a fumetti, perché è privo delle canoniche nuvolette e le immagini a volte supportano il testo, altre volte lo spiegano, in una commistione geniale e visivamente intrigante. Un'opera innovativa e coraggiosa, specie per un autore ultrasessantenne, che stupisce ad ogni tavola. Il rapporto tra la vita e la morte, caro all'autore, viene esaminato tramite una rielaborazione in chiave moderna del mito di Orfeo (Orfi nel libro) che munito di una chitarra canta durante la sua discesa agli inferi. Visivamente toccante e innovativo, nei contenuti (anche se macabri) acuto e geniale, come tipico dell'autore.

  • Artur Coelho
    2019-04-22 16:33

    Uma banda desenhada obscura, tida como uma das precursoras da moderna graphic novel como o romance gráfico que é. Está fora dos cânones estabelecidos e longe quer do mainstream do fumetti quer da BD de autor italiana. É, na sua essência, um hino à mulher, ao amor, ao desespero da solidão e à resignação perante forças inquebráveis do destino. A narrativa oscila entre a poesia onírica e a referência à mitologia clássica, com momentos de amargura existencial e mal estar do ser perante o mundo e do mundo perante o ser. Visualmente inquietante, abalando expectativas sobre o género. Mais sobre este corpo estranho, intrigante e pouco recordado no aCalopsia - Poem Strip: A Poesia Visual de Dino Buzzati.

  • Judson
    2019-05-17 14:35

    This graphic novel, created at the dawn of the form in 1969, is a darkly psychedelic update of the Orpheus myth, and is an assaultive thrill to read and look at, as though the familiar tale were being told by a chorus featuring Alan Moore, Federico Fellini, Nick Drake, Tim Burton, and Bob Guccione, each at the top of his game. Will surely re-read, if only to more permanently sear several of its weirdest warped and macabre images into the back of my braincase.I read most of it while listening to an early 70s privately issued instrumental noise rock freakout LP called Daily Dance and I recommend it this way, or close to it, for everybody.

  • Koonu
    2019-05-09 15:14

    "Do you remember the night The two of them kissedAnd you were alone? Chopin descended from God's garretAnd it was a permanent blowSuddenly you were grown up and unhappy"Haunting portraits equal parts surreal and sensual that compliment an affecting text. I am filled with immense melancholy and nostalgia whenever I gaze at this book.

  • Amy
    2019-05-06 08:07

    I don't think that I've ever read a 20th century Italian surrealist graphic novel before. This was a pretty great introduction to the genre. I can really see the influences of filmmakers like Fellini and artists like Dali on Buzzati.